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Sondaggio

Chi è stato l'allenatore italiano dell'anno?

ALLEGRI Massimiliano (Sassuolo, Cagliari)
2 (8.7%)
BALLARDINI Davide (Cagliari, Palermo)
3 (13%)
PRANDELLI Cesare (Fiorentina)
4 (17.4%)
RANIERI Claudio (Juventus)
4 (17.4%)
SPALLETTI Luciano (Roma)
10 (43.5%)

Totale votanti: 21

Autore Topic: CALCIO 2008 - ALLENATORE ITALIANO DELL'ANNO  (Letto 2594 volte)

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Offline Il chimico hippy

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CALCIO 2008 - ALLENATORE ITALIANO DELL'ANNO
« il: 24 Dicembre, 2008, 16:59:58 »

Sperando di essere nella sezione esatta (faccio appello alla clemenza di chi modera!  ;)), volevo proporre a chi legge e segue un pò il calcio con passione, spirito critico ed autonomia di pensiero - quindi senza lasciarsi travolgere dal magma mediatico vomitato quotidianamente da tv e giornali - un sondaggio su quello che ritiene essere stato l'allenatore italiano dell'anno solare 2008 (gennaio-dicembre).

Di seguito, le 5 nominescions a cui ho pensato.

ALLEGRI Massimiliano (Sassuolo, Cagliari) –
Livornese di terra, una vita da regista trascorsa per buona parte ad assecondare le idee del suo produttore-scopritore – Giovanni Galeone – una carriera in panchina altalenante fra Agliana, Spal e doppia parentesi grossetana. Fuori ai play-off il primo anno, esonerato il successivo per quel Cuccureddu che porterà i maremmani in B.
Finché Squinzi, boss Mapei e patron Sassuolo, decide che è il momento della scalata al grande calcio. Dopo l’era Remondina ed una semifinale play-off lasciata al Monza, affida al timoniere del Gale il compito di scattare sulle vette della C. Max non è un mito, però traccia subito la rotta. 4-3-3 ed il Sassuolo, alla distanza, prende il largo. Anche su imbarcazioni più prestigiose (la milionaria Cremonese di Mondonico su tutte) fino ad arrivare alla storica promozione in serie-B. E vincere la Supercoppa di Lega contro la Salernitana.
Cellino lo prende al volo e gli affida il Cagliari del Balla. Affezionati alla piadina, i rossoblu impiegano tempo per assaporare il cacciucco. Ma quando capiscono la bontà del nuovo piatto, ritrovano appetito e benessere. Dopo cinque sconfitte iniziali, assimilano 21 punti in 12 partite e chiudono con ben sette lunghezze sulla zona retrocessione. PONCE AL MIRTO

BALLARDINI Davide (Cagliari, Palermo) –
Il 1.gennaio 2008 vola in un Assemini tagliata dal vento e dalla malinconia per dire sì al Cagliari. Ad otto lunghezze dalla salvezza, la squadra è ultima con dieci punti e lo spogliatoio è allo sbando. Caduto presto il Giampaolo-bis, si è rivelata fallimentare anche la restaurazione con il giolittiano Sonetti.
Ma che ci va a fare? – dicono. Ma il Balla, uomo della campagna romagnola, non si scompone. Ed inizia a lavorare. In occhiali da sole e giubbotto scuro alla Fonzie.
Già sull’isola per un breve ed infelice interregno nell’autunno 2005, non ha mai vinto in serie-A e perde le prime due partite con Udinese e Reggina.  Quello – dicono – è un morto che cammina.
Ma il Balla, uomo della campagna romagnola, non si scompone. E continua a lavorare. In occhiali da sole e giubbotto scuro alla Fonzie. Chiede ed ottiene un portiere (Storari) ed un attaccante (Jeda). Resuscita Cossu, finito nella Primavera del Verona in C, e rispolvera Acquafresca, confinato in panchina dalle stramberie piombinesi.
28 gennaio, Cagliari-Napoli, al novantesimo è 0-1. Quattro minuti più tardi Conti e Matri fanno esplodere lo stadio. E’ 2-1! Lacrime e gioia.
Ma il Balla, uomo della campagna romagnola, non si scompone. C’è ancora tanto da lavorare. In occhiali da sole e giubbotto scuro alla Fonzie. Trasmette fiducia alla squadra e valorizza il patrimonio tecnico a disposizione. La semina produce frutti immediati. Tranne Parma e Roma, al Sant’Elia non passa lo straniero. Il Cagliari batte Lazio, Genoa, Torino, Atalanta, Empoli e Fiorentina. Conquista Livorno, fa tremare la Juventus a Torino, strappa un punto nel blucerchiato Marassi, l’11 maggio pianta la bandiera rossoblu al “Friuli” ed è salvo con due giornate d’anticipo.
La chiamano impresa, lo definiscono capolavoro, miracolo…
Il Balla, uomo della campagna romagnola, si commuove dietro gli occhiali da sole. Ma non si scompone dentro il giubbotto scuro alla Fonzie. Anche se il suo Cagliari ha fatto un girone di ritorno da Champions League, totalizzando più punti dell’Inter scudettata del Mancio. Anche se Cellino non lo conferma.
Il gemello separato alla nascita del vocalist dei Nomadi ritorna a casa. Finché lo chiama un’altra isola. Sicilia, Palermo. Ed un altro cannibale della panchina: Zamparini. Stufo di Colantuono già a fine agosto.
Ma il Balla, uomo della campagna romagnola, non si scompone. E ricomincia a lavorare. In occhiali da sole e giubbotto scuro alla Fonzie. All’esordio, 3-1 alla Roma di Spalletti. Tre settimane dopo, 2-1 alla Juve a Torino. A fine novembre, schianta 3-1 il Milan che Galliani ama ancora definire “campione del mondo”. Lui si commuove, ma non si scompone. ROMAGNA MIA

PRANDELLI Cesare (Fiorentina) –
18 maggio 2008, Torino, stadio Olimpico. A venti minuti dalla fine la rovesciata di un argentino che ricorda Batistuta trafigge Sereni, spingendo i viola alle porte del sogno: il quarto posto. Il triplice fischio rompe l’incantesimo: il Mago di Orz ha fatto la magia, la Fiorentina è in Champions League.
Dopo due tentativi sfumati per una dirigenza troppo chiacchierona; dopo una penalizzazione al piombo; dopo la partenza di Luca Toni; nonostante una squadra di giovani.
Grande prato di belle speranze, che lui – Cesare da Orzinuovi – ogni giorno cura ed innaffia con pazienza ed attenzione. Nella serra gigliata splendono Frey e Mutu, fioriscono Gamberini e Montolivo, sboccia Kuzmanovic.
Non solo Italia. Il 1.maggio, nel ritorno della semifinale di Uefa, la Fiorentina manca l’Euro Flora di Manchester per la poca fertilità del concime scozzese e per un rigore che Bobone regala ai colli fiesolani.
L’appuntamento è rinviato. Ad una notte d’agosto, Praga, Repubblica Ceca. Dopo il 2-0 del “Franchi” un pareggio rilascia l’autorizzazione a partecipare al grande calcio europeo. Intanto nel giardino di Cesare comincia a germogliare Felipe Melo, s’irrobustisce Montolivo e ritorna a brillare Alberto Gilardino, la pianta preferita di Cesare da Orzinuovi.
La poca esperienza ed un girone di gente abituata all’Inter-rail durante la settimana (Bayern Monaco e Lione) imporranno un dirottamento sull’Uefa anche per il 2009.
In Italia, inseriti gli innesti estivi e smaltita la nausea da trasferta, la Fiorentina ritrova slancio e termina l’anno al 4.posto, ad un punto dal Milan che Galliani ama definire “la squadra più titolata al mondo” ed a tre dalla Juventus dei campioni del mondo (Buffon, Camoranesi, Del Piero).
L’Inter è più lontana, il mago di Orz non guarda alla classifica, ma pensa al suo grande prato viola dove nascono speranze. IL GIARDINIERE DELLE MERAVIGLIE

RANIERI Claudio (Juventus) – Avevano pensato a tutti, ma non a lui. Claudio da Testaccio, un’onesta vita da mediano a Catanzaro ed un curriculum internazionale da parlamentare dell’Unione Europea: Valencia, Chelsea, Monaco Atletico Madrid.
Salvato il Parma è pronto a ritornare oltremanica, tra acquazzoni e fish and chips, quando da Torino lo chiamano per affidargli la Juve appena promossa in serie-A.
Diffidenza e sfiducia. Troppo istituzionale, troppo british, troppo fair-play, troppo poco Juventus, pensa la grande parte del tifo bianconero ancora nostalgica delle corleonesche e telefoniche gestioni made in Triade.
Gioco latitante, risultati onnipresenti. Sufficiente in difesa ed eccellente in attacco, la Juve di Ranieri non incanta però vince. Scherza la Roma per carnevale, scarta l’uovo di Pasqua a san Siro contro l’Inter futura campione d’Italia, ipnotizza il Milan e chiude in attivo con le prime della classe. S’inchina solo alla Fiorentina. Finisce terza, è Champions League. Con più continuità con le piccole, chissà…
Intanto Ranieri ha allontanato nuvoloni e venti di pioggia. Di british c’è sempre il suo fair-play, ma l’atmosfera cloudy and foggy appartiene ai ricordi. Congratulescions. LORD CLAUDIO

SPALLETTI Luciano (Roma) –
Quanto sei bella Roma... Da gennaio a giugno è il compositore del miglior calcio del 2008. Il 18 febbraio, in una fredda notte europea, riscuote grande successo con il primo singolo: 2-1 al Real Madrid. Al “Bernabeu”, due settimane più tardi, seguirà un bis altrettanto fortunato. Guest-star, Mirko Vucinic: inserito a metà ripresa, farà l’assist a Taddei, causerà l’espulsione di Pepe Carvalho e realizzerà il 2-1 finale.
In campionato, il suo 4-2-3-1 è più preciso d’uno Swatch e la Roma è in perfetto orario tanto che Trenitalia manda spie a Trigoria per capire come si faccia. In Europa, capolinea all’ “Old Trafford” perché De Rossi deraglia dal dischetto.
Da metà febbraio in avanti, rimonta undici punti ad un Inter già sicura del titolo. All’ultima giornata arriva a venti minuti dallo scudetto con un organico di quindici-sedici vagoni. Roba da terzo-quarto posto.
Il 24 maggio c’è un cuore che batte con un’altra coppa Italia, la seconda consecutiva: 2-1 all’Inter, nel cuore dell’Olimpico, per sognare ed abbracciarci ancora.
Estate bollente. Ricapitalizzazioni del bilancio, cessioni per sanare i debiti, campagna acquisti ombrosa. In due mesi, il Pendolino giallo-rosso è poco più che un regionale. Che si fa male da solo – rigore di Totti in Supercoppa – e viaggia in pesante ritardo. Ad ottobre, è in zona retrocessione e quasi fuori dalla Champions.
Luciano da Certaldo si chiude dentro gli stanzoni del 'Fulvio Bernardini' e ripara il congegno. 4-3-1-2, meno ariosità e più copertura, valorizzare quel che è rimasto.
Novembre. Roma e la Roma sono sott’acqua. Vucinic dimostra che il nuovo orologio è impermeabile: doppietta e 3-1 al Chelsea. Grazie Mirko, la Champions non è perduta.
Baptista core de ‘sta città affossa la Lazio e libera la gioia giallorossa. Ritorna Totti, ritorna l’entusiasmo, ritorna la Roma. Cinque vittorie consecutive e classifica aggiustata; Champions assicurata con la campagna di Romania e due bicchieri di Bordeaux; coppa Italia sempre attuale dopo il 2-0 al Bologna. Chiude con una sconfitta, il quarto posto a dieci punti e senza Totti per due mesi.
Ma il passato non si cancella. DALLA PELLE AL CUORE

« Ultima modifica: 02 Gennaio, 2009, 23:39:41 da Il chimico hippy »

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CALCIO 2008 - ALLENATORE ITALIANO DELL'ANNO
« il: 24 Dicembre, 2008, 16:59:58 »

 

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