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Autore Topic: Quando gli studenti (di studi storico-religiosi) sono schedati....  (Letto 7408 volte)

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Offline Dante Di Nanni

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Ho fatto richiesta per le 20 borse di tutorato (2500 euro, dicevano; in realtà 1500) e, vincendo, mi hanno assegnata studi storico religiosi. Sono stata "accolta" dal professor Tito Orlandi, presidente del corso di laurea. Una delle sue prime domande è stata: "Ah, fa storia contemporanea? Non sarà mica una rivoluzionaria come quelli che studiano storia contemporanea!". Capendo che era inutile spiegare ad uno che si è laureato nel 1963 e che guadagn 80mila euro l'anno che se chi conosce la storia è rivoluzionario il problema sta nelle dinamiche storiche e non negli studenti, ho chiosato "Ormai "rivoluzionario" è un termine un po' abusato". Una delle cose che mi mette a fare - definendomi "factotum" (cosa che non ero: il mio contratto parlava di "orientamento durante "Porte Aperte" e tutorato immatricolazioni") - è "dare un sistemata all'ARCHIVIO" in modo da poter fare una "scrematura" (cit.) di studenti da coinvolgere (gli altri no!) nelle decisioni che riguardano il corso di laurea: ha parlato di assemblee, in cui chiamare solo quanti sono in ordine con gli esami e frequentano l'università, "per fargli un trattamento di favore" (cit.). Apro il cassetto archivio: ogni studente ha un fascicolo, contenente piani di studio, contratti, articoli scritti, corsi e stage extra-universitari frequentanti, lettere di "presentazione" (raccomandazione?). Noto allora che su alcune cartelline, dove qualcuno ha già messo le mani, accanto al nome dello studente ci sono degli APPELLATIVI, quali "latitante", "vagante", "ondivago": evidentemente chi non riesce a star dietro all'università, per il professor Orlandi, merita di essere DERISO in questo modo. Credendo ingiusto questo sistema, il giorno dopo mi sono licenziata: addio 1500 euro, ma almeno non ho schedato nessuno. Ho mandato questa mail ad Orlandi ma, ovviamente non mi ha risposto:

Gentili professori,
vi scrivo per comunicarvi di aver rinunciato al contratto per svolgere attività di tutorato e orientamento presso il vostro corso di laurea. Ho rinunciato al contratto mercoledì e credo che la presidenza provvederà a mandarvi un’altra persona al più presto.
Ho deciso di rinunciare all’incarico – incarico che prevedeva da contratto “orientamento durante Porte Aperte e tutorato immatricolazioni” (cit.), e non attività di “factotum” come ironicamente il professor Orlandi mi ha definita – per l’incompatibilità del mio modo di intendere l’università con quello vigente nel vostro corso di laurea. Il mio sistema di valori e la mia cultura politica mi impediscono di poter collaborare tranquillamente (e proficuamente) con quanti definiscono un momento come quello di “Porte aperte alla Sapienza” – fondamentale perché dovrebbe indirizzare ragazzi appena usciti da una scuola superiore e impedirgli di commettere errori nella scelta del corso di laurea che avrebbero enormi conseguenze, economiche e psicologiche – come “il mercato rionale”. Secondo me questo dimostra molto disprezzo per gli studenti, per quegli studenti che magari si devono trasferire da Reggio Calabria e i cui genitori si indebitano per permettere ai figli di poter studiare a Roma, nella speranza che abbiano un futuro migliore del loro. La scelta del corso di laurea è un impegno ed è qualcosa che segna la vita di molte persone: il luogo deputato a permettere agli studenti di fare la scelta nel migliore dei modi non può essere definito con disprezzo “il mercato rionale”.
Un altro elemento che mi ha convinta a rinunciare all’incarico è l’aver dato un’occhiata al vostro “Archivio”. Schedare le persone è già di per sé contrario ai miei valori, ma diventa davvero incompatibile con essi quando la schedatura delle persone porta ad attribuire loro delle “etichette”. Leggere che, dopo la raccolta di documentazione degli studenti iscritti presso il vostro corso di laurea, essi vengono etichettati con nomignoli quali “latitante”, “vagante”, ecc., mi ha fatto capire di non poter collaborare in un’attività che considero tanto immorale. Dietro questi nomignoli – che magari vi sembrano anche simpatici – ci sono delle persone, degli esseri umani. Uno studente non è un “vagante”, è una persona: potrebbe aver avuto un milione di problemi che gli hanno impedito di seguire l’università (problemi personali e affettivi, ma soprattutto problemi economici: forse vi sfugge che la maggior parte delle persone si deve mantenere durante gli studi) e nessuno merita di venir schedato. La schedatura, e tutti lo sappiamo bene, crea differenze e, quindi, privilegi: del resto lo stesso professor Orlandi ha accennato a presunti “trattamenti di favore” che dovrebbero meritare gli studenti che riescono a star dietro ai ritmi universitari, lo stesso professor Orlandi ha parlato di fare una “cernita” di studenti per convocare solo coloro che in qualche modo “se lo meritano” alle assemblee del corso di laurea. Io penso che tutti gli studenti siano persone e che tutte queste persone siano uguali: finché una persona paga le tasse universitarie ha tutto il diritto di scegliere la quantità di esami che vuole fare ogni anno (e magari anche di non farne alcuno), senza per questo essere etichettato in alcun modo, senza per questo venir escluso dai momenti aggregativi degli studenti del suo corso di laurea. Se trattamento “di favore” ci deve essere, dovrebbe essere diretto al recupero di quanti hanno delle difficoltà che gli impediscono di finire gli studi, non alla gratifica di chi – essendo già fortunato e, in un certo senso, privilegiato – riesce a stare dietro alle pressioni ai ritmi universitari (e non credo che professori laureatisi molti anni fa possano capire cosa significhi dover fare 14 esami in un anno).
Quello che più mi ha fatto riflettere è l’ironia con cui sono considerati gli studenti, utili solo a “far numero” per ottenere fondi. L’università è, oggi, giustamente un’università di massa e non di privilegiati. Sarebbe corretto cominciare a ripensare le sue strutture in questa ottica e non cercare stratagemmi per riproporre subdolamente un sistema fortunatamente morto da quarant’anni.

Cordialmente,

Ilenia
« Ultima modifica: 09 Luglio, 2008, 00:40:10 da Ilenia »

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