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Autore Topic: Appunti Geografia di Roma e del Lazio  (Letto 3408 volte)

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Offline marty_g

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Appunti Geografia di Roma e del Lazio
« il: 15 Febbraio, 2008, 12:26:09 »

apro qui un piccolo topic con un infarinata generale di appunti sul libro del lazio ke in pochi studiano e ke descrive più o meno le doande ke sono state fatte all'esame del 12:
Nel Agro romano a SE di Roma si eleva a circa 1000 m il grande vulcano laziale o il complesso vulcanico dei colli albani: un ampio edificio centrale formatosi a seguito di una attività mista, cioè dall’alternanza di fasi esplosive ed effusive, sviluppatosi al di sopra di un substrato sedimentario.
L’attività del vulcano laziale può essere suddivisa x semplicità in 3 fasi principali:
1.   la fase del Tuscolano-Artemisio che si riferisce a un periodo d tempo compreso tra circa 600.000 e 360.000 anni fa caratterizzato dalla messa in posto d colate piroclastiche legate a violentissime esplosioni e da effusioni laviche. Il continuo accumalrsi delle enormi quantità di piroclastici ha portato con il tempo alla formazione progressiva d un imponente deposito di circa 60 km d diametro ed esteso dal mare fino ai monti Tiburtini. Lungo periodo d attività che ha portato alla costruzione di strato-vulcanico detto edificio Tuscolano-Artemisio si è andato ampliando sempre più fino a sprofondare originando una caldera di circa 10 km di diametro. Oggi l’orlo d qst caldera detto recinto esterno presenta una forma a ferro di cavallo.
2.    Dopo un breve periodo d quiete si ebbe la costruzione di un edificio post calderico, un piccolo strato vulcanico alto circa 500 m e largo circa 5 km. Ossia la fase delle faete o fase dei campi di Annibale dal nome del cratere che lo tronca alla sommità. L’orlo di qst è detto anche recinto interno e risulta separato dal recinto esterno dalla zona anulare estremamente pianeggiante dell’atrio. La fase delle faete suddivisa anch’essa in cicli è datata tra 300.000 e 200.000 anni . a qst periodo risale la famosa colata di capo di bove su cui corre x più di 10 km la via Appia antica, la regina viarum dei romani, La cui parte frontale si può facilmente riconoscere tra la tomba di cecilia Metella e il circo d Massenzio.
3.   è la fase freato pragmatica durante la quale si sono verificate eruzioni da crateri eccentrici del settore occidentale con una successione da Ariccia a Nemi ad Albano. I prodotti d qst esplosioni eccentriche sono di tipo piroclastico (ceneri e lapilli) e si sono accumulati attorno ad ogni cratere. Qst piroclastiti vengono indicate nel Lazio con il nome di peperini e sono usate come materiale da costruzione ( lapis albanus e lapis gabinus).
La forma generale del vulcano è quella di un vasto edificio a versanti poco acclivi debolmente convesso e inciso da numerose valli le cui caratteristiche morfologiche possono variare da luogo a luogo.
Sui fianchi esterni ed interni dei 2 recenti è possibile individuare diversi coni di scorie che si presentano + numerosi nel settore settentrionale del complesso; su di essi sorgono diverse cittadine come monte porzio catone, mantecompatri, rocca priora colonna etc.

Per ironia della sorte il complesso vulcanico dei colli albani è il più importante del lazio ed è quello ke meno viene conosciuto almeno con il suo nome d’origine, è conosciuto sotto nome di COLLI ALBANI opp. Di CASTELLI ROMANI.


L’AMBIENTE DEL LAZIO

L’ambiente è lo spazio che c circonda con il quale veniamo a contatto caratterizzato da entità fisiche, chimiche, antropica e biologiche: aree coltivate, aree naturali, aree protette. Gli ambienti si dividono in ambienti :
-   marino
-   di spiaggia
-   pianura
-   dei travertini
-   fluviale
-   di macchia mediterranea
-   di faggeta
-   prateria
-   prateria montana
-   urbano

MARINO dove la zona costiera sommersa è sede dinamica di numerosi ecosistemi importanti dal punto d vista biologico, geologico, paesaggistico ed economico

PIANURA (agro romano) è l’ambiente + rappresentato nel Lazio costituito dalle zone di pianure prossime alla costa o situate più all’interno. Qst aree sono utilizzate x il pascolo ovino e bovino, aree a pascolo coperte da vegetazione erbacea e sono da considerarsi praterie secondarie.

TRAVERTINI interessato da imponenti manifestazioni vulcaniche e associato ai principali centri eruttivi con la fuoriuscita di acque ricche di bicarbonato di calcio proveniente dalla dissoluzione delle rocce del basamento carbonatico della regione. All’aria le acque ricche di bicarbonato depositano il carbonato di calcio ,insolubile, il tipico travertino il cui nome da lapis tiburtinus ottima pietra da costruzione.

FLUVIALE si tratta di aree che x cause geologiche (movimenti tettonici) sono ribassate rispetto alle aree circostanti e pertanto vengono interessate dal reticolo idrografico. I corsi d’acqua ke attraversano qst loro sedimenti scavando e rimodellando il proprio letto conferiscono alla zona ad esso circostante condizioni di umidità e temperatura più accentuata rispetto alle zone adiacenti. Le specie ke vegetano sui corsi d’acqua sono definite con il termine vegetazione ripariale.

MACCHIA MEDITERRANEA costituisce la fascia costiera del Lazio che ospita una vegetazione forestale sempre verde conosciuta come MM. Ricorda le condizioni ambientali del PLIocene  finale, costituendo un vero e proprio ambiente distinto dagli altri ambenti vegetali. È costituita sia da specie legnose (leccio, fallirea, mirto, laterno, lentisco), arboree e arbustive e sia da specie erbacee. Tra le piante di margine va ricordato il rosmarino. La fauna comprende invece olte specie di mammiferi (cinghiale, istrice, volpe, piccoli roditori) tra i cervidi ricordiamo il daino, il capriolo e il cervo

FAGGETA è un bosco caratterizzato da una sola specie di alberi, il faggio. Tra la fauna troviamo il lupo la volpe il gatto silvestre e numerosi roditori e uccelli
PRATERIA MONTANA. Nel Lazio si passa bruscamente a qst tipo d’ambiente, il contatto fra la faggeta e la prateria è spesso netto ed è dovuto ad un antico intervento umano. La PM è confinata alle zone di vetta  dove gli agenti atmosferici e le basse temperature invernali rendono le condizioni ambientali difficili anche x il faggio.

PRATERIE PRIMARIE quelle formatesi x cause naturali

PRATERIE SECONDARIE quelle ke hanno occupato l’area lasciata forzatamente libera dal bosco.

IDENTITA’ E PLURALITA’ DEL LAZIO

La costruzione della regione Lazio deriva da un lungo percorso indicato con l’annessione al regno d’Italia nel 1870 quando Viterbo, Civitavecchia, Velletri, Frosinone e com’arca furono riunite nell’unica provincia di roma applicando loro solo convenzionalmente il nome Lazio; provincia ke fu diffusa in quattro parti: RM VT FR RT

1934. in seguito all’opera di bonifica delle paludi pontine fu istituita una nuova provincia quella di littoria (latina solo nel 45) che accoglieva comuni di Roma.

Le frequenti variazioni del territorio rendono difficile identificare una chiara e comune individualità della regione venendo così definita come la meno omogenea d’Italia, si manifesta come un mosaico con tante tessere di atre regioni (Campania Abruzzo) con confini molto sfumati accentuati da inefficaci limiti amministrativi.
Il peso di Roma impedisce così agli altri centri di assumere dimensioni, carattere urbano, territoriale, economico e industriale. Il quadro di riferimento del Lazio presenta una superficie pari al 5.7 % dell’area complessiva Italiana  con una popolazione regionale pari al 9% di essa con un valore superiore alla media nazionale inferiore solo alla Campania e la Lombardia.
Le differenze ke si possono notare tra le diverse aree del Lazio (i capoluoghi) rappresentano chiara testimonianza di forti discontinuità territoriali ke hanno un altro riferimento storico, esempio unico in Italia: il forte accentramento demografico e politico amministrativo di roma dopo 1870. il movimento e la distribuzione della popolazione in qst ultimi decenni sono dipesi molto dal bilancio migratorio, ke ha segnato l’assetto demografico più di qnt non abbia fatto quello naturale. Negli ultimi 50 anni (1950-2000) l’incremento demografico è stato molto consistente, tanto ke la popolazione laziale è cresciuta del 50%; un vero e proprio balzo verificatosi nei primi anni della fine della 2 guerra mondiale fino al 1971. crescita dovuta ad aumento di economia con la capacità di attrazione della capitale.
Più modesto è stato invece l’incremento demografico del 1981 quando i tassi di natalità sono divenuti molto bassi con l’invecchiamento della popolazione. La struttura statistica x classi d’età esprime in maniera sintetica ed efficace sia gli aspetti demografici sia quelli sociali ed economici della popolazione analizzata. La città laziale con il maggior numero di anziani era ed è Rieti mentre la più giovane è Latina .
Ma non è solo demografica la sproporzione del Lazio vi sono anche note economico-territoriali tra l’area romana e le 4 province; è ulteriormente marcata la differenza, qualitativa e quantitativa, dei servizi dei quali la prima è enorme fornitrice. Le altre province così facendo faticano nella loro conquista di spazi e specificità, apparendo così come un’aggregazione di sistemi sostanzialmente estranei alla capitale. A Roma si vede un sistema metropolitano abbastanza unitario, con il suo grande centro e le sue diramazioni ke si indirizzano spazialmente a raggiera verso Viterbo, Rieti, Frosinone e latina; di rilievo sono:
-   al nord di Roma è il completamento della Orte - Civitavecchia 
-   al sud Cisterna - Valmontone che rappresenta uno dei segmenti secondari del corridoio plurimodale tirrenico del nord Europa.
Il ruolo direzionale della capitale concerne quasi tutti i settori economici che ne rappresentano la vera forza propulsiva, intorno alla quale si sviluppano l’industria e alti settori di supporto. Le aree principali di sviluppo economico a Roma sono quella dei Colli Albani, Pomezia e quelle lungo la zona industriale di Via Tiburtina.
-   Mentre nel sistema regionale alla città d Latina è affidata la produttività industriale ed agro-industriale (farmaceutica, meccanica, legno e arredamento)
-   La Ciociaria presenta una struttura produttiva del settore manifatturiero
-   Situazione intermedia è invece quella di Viterbo dove mancano vere e proprie polarità come il distretto ceramico di Civita Castellana in sofferenza da decenni. Settori di una qualche importanza sono quelli legati all’edilizia restaurativi dei centri storici.
-   Arretrato è x ultimo il Reatino che però si contraddistingue per il settore tecnologico (elettronica e telecomunicazioni).

Se le correnti migratorie interne dirette verso alcune aree laziali e in particolare in quella romana si sono progressivamente ridotte, , emerge con forza un’altra pluralità, costituita da molti segmenti diversi: quella relativa all’immifgrazione straniera. Il lazio svolge un ruolo di primo piano x qst fenomeno migratorio infatti include il 51% della popolazione migratoria del centro (13.8% dell’italia) .

SUGGESTIONI LETTERARIE DEI PAESAGGI LAZIALI.

L’incombere della metropoli va eliminando dal Lazio un colore e un costume locale di cui noi scorgiamo i residui forse più con la memoria poetica che con l’attenzione visiva, qst accade con uno sguardo frettoloso e scontato x quei luoghi non irrilevanti nella storia quando invece risultano essere i più affascinanti.
Qst particolare attenzione x la riscoperta di angoli poco conosciuti e di paesaggi “pittoreschi” l’hanno invece avuta nei secoli, artisti e letterati ke li hanno attraversati  mettendone in risalto aspetti e scorci di grande suggestione:

-   GIUDO PIOVENE con la sua opera  di notevole valore documentario rappresenta un significativo raccordo tra la letteratura di viaggio del passato e il rapporto  giornalistico contemporaneo. Il suo Lazio è ancora oggi riconoscibile pur con tutti i suoi mutamenti  fornendo una dettagliata spiegazione dei fenomeni culturali al suo interno (arte e letteratura) percezioni e suggestioni non frettolose indirizzate a chi vuole conoscere indirettamente la fonte documentaria, non solo lo studio ma anche la progettualità. Attraverso le suggestioni andiamo alla ricerca di quelle caratteristiche peculiari del Lazio ke non sono affatto perdute e che anzi vanno recuperate nel loro valore.

-    SIMON SHAMA e CESARE RIPA scrivono che saper riconoscere il fantasma di un paesaggio         antico sotto il suo rivestimento moderno significa toccare con mano la sopravvivenza dei miti di base, con una chiave di lettura allegorica che simboleggia le origini mitiche del Lazio: Saturno ke si nasconde nelle grotte carsiche di cui ne sono ricche le montagne del Lazio meridionale.
L’allegoria ricorrente è quella di due donne ke rappresentano solitamente nazioni e regioni , quella del Lazio è l’unica a contenere 2 figure femminili e 2 maschili (saturno e giove). Tale rappresentazione iconografica risponde al mito raffigurando un fenomeno preponderante della morfologia del lazio: quello del carsismo. Se il paesaggio carsico ipogeo è difficilmente esplorabile ben più visibile è quello epigeo con l’aspetto di superficie brulla e biancheggiante di calcari che rende a un primo approccio poco attraenti i rilievi laziali, ma sembra essere proprio qst biancore ke affascina i romani tanto da attribuire ai Lepini il toponimo di monti di pietra (lapis).

-   FERIDINAND GREGORIVIUS Un altro nascondimento particolare fatto di rocce è quello che ha generato il monachesimo occidentale: una vocazione mistica la quale come maggiore esponente vede l’abate Benedetto da Norcia sui monti Simnbruini. Nelle sue righe interpreta la scelta logistica di benedetto per proteggere il suo raccogliemento. Presenta poi una magnifica descrizione geografica dell’alta valle scavata dall’Anio (Aniene).

Se la grotta di Saturno puo essere evocativa delle forme carsiche ipogee c’è un altro Lazio sotterraneo che affonda le sue radici nella storia di una delle più importanti civiltà italiche: è il paesaggio etrusco della Maremma Laziale nella provincia di Viterbo costituito dai suoi banconi tufacei. Le necropoli più importanti sono quelle di Tarquinia e Cerveteri.

TARQUINIA è interamente sotterranea nulla si alza sul livello superiore così che dall’esterno si scorgono solo gli aridi campi di grano
CERVETERI invece è caratterizzata da costruzioni elevate fatte con i blocchi del tufo, costruendo maestosi sepolcri circolari eretti su basamenti ad anello.

Non vi sono pitture ma l’interno delle tombe di entrambi i luoghi ha messo a contributo l’architetto e l’arredatore.

Per ironia della sorte il complesso vulcanico dei colli albani è il più importante del lazio ed è quello ke meno viene conosciuto almeno con il suo nome d’origine, è conosciuto sotto nome di COLLI ALBANI opp. Di CASTELLI ROMANI. Tuttavia Roma deve la sua origine proprio a tale complesso essendo stata una sua intensa colata la causa dello sbarramento del Tevere e della sua brusca deviazione verso ovest, deviazione che ha contribuito a determinare il sito su cui sorge oggi la città. Ed i mateilai di tutta Roma anch’essi provengono dal vulcano come i famosi sampietrini.
Espressione davvero significativa di qst naturale monumento fuori porta sono le note canzoni popolari che raccontano di gite ai castelli.

- PIOVENE ci fornisce un ulteriore elemento di riflessione , infatti la sua prosa descrittiva stavolta raggiunge l’anfiteatro romano del Tuscolo.
Il Muscolo sopra Frascati, sui monti Tuscolani è una città Etrusca il cui nome ci ha lasciato scarsi segni della sua storia, solo x l’appunto un anfiteatro con pochi ruderi in un paesaggio deserto. Con ninfa e cerveteri è probabilmente il luogo piùemozionante del Lazio x il suo immenso panorama e in qnt è il luogo sacro dell’italia latina.

Nel novecento il ventennio fascista mette mano alla definitiva bonifica delle paludi costiere dell’area del tevere e dell’agro pontino da cui Piovene ne trae le sue osservazioni un Lazio tristemente celebre nel tempo mutato con l’aspetto da sembrare un'altra regione dove il suo maggiore monumento è la fortezza di Fossanova prototipo dello stile di abbazia cisternese dove prorio i cisternesi furono i primi bonificatori e dove in quei luoghi sorsero capoluogo e borgate col loro aspetto di borgata rurale di diversa grandezza  che si propongono soltanto d’essere funzionali. Si ha però un caso molto raro di centri nati dal nulla e divenuti vitali costituendo un insieme allegro e stimolante. Il Lazio diventa così una regione in pieno rilancio che non compete con la forza centripeta del suo capoluogo ma che ne giova x estenderne e moltiplicarne i punti di forza.

Sperao vi possa servire...





« Ultima modifica: 10 Luglio, 2008, 11:20:38 da Amaltea »

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Appunti Geografia di Roma e del Lazio
« il: 15 Febbraio, 2008, 12:26:09 »

 

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